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Libera Campania
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Una legge per la democrazia

*di Davide Pati

Trent’anni fa, il 13 settembre 1982, veniva approvata la legge n. 646, nota come “legge Rognoni – La Torre”, che introdusse per la prima volta nel codice penale la previsione del delitto di associazione a delinquere di tipo mafioso (articolo 416 bis) e la confisca dei beni alle organizzazioni criminali. Due disegni di legge, presentati rispettivamente dall’on. Pio La Torre e dal ministro dell’Interno Virginio Rognoni, confluirono in un testo normativo che ha segnato una svolta decisiva nella lotta alle mafie nel nostro paese. Una legge per la democrazia la potremmo definire, perché fu proprio Pio la Torre ad affermare come “dobbiamo considerare la lotta alla mafia un aspetto molto importante e decisivo, non a sé stante, ma nel quadro della battaglia più generale per la difesa dello stato democratico”.

Anche il figlio Franco La Torre, in occasione di un recente dibattito in memoria del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ha ricordato come quello di suo padre fu l’impegno di una vita per il riscatto della propria terra e delle persone dalla loro posizione di subalternità democratica. Alcuni magistrati siciliani impegnati nel contrasto alle organizzazioni mafiose contribuirono alla stesura e alla formulazione tecnica della legge…


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